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ART-icoliRottura ed equilibrio

Rottura ed equilibrio

 

Ci possono essere due tipi di rottura:
a) la rottura come atteggiamento. Essa riguarda la rottura col passato, con la tradizione, di tanta arte d’avanguardia. Ma concerne anche la rottura con l’arte classica, con l’arte ufficiale ecc.
b) la rottura come intervento da parte dell’artista sulla superficie pittorica. In questo caso la rottura avviene con l’inserimento di elementi estranei all’equibrio compositivo  del quadro.
Questi elementi concorrono a modificare la struttura compositiva della tela, rompendo la monotonia e la staticità del quadro. Il tipo di rottura qui esaminato è quasi sempre una forza dinamica, che produce movimento.

Prima di parlare dell’equilibrio esaminiamo perciò il secondo tipo di rottura.

La rottura come intervento

La rottura è un intervento da parte dell’artista che mira a rompere l’assetto, la disposizione degli elementi in un quadro. In genere l’intervento ha la funzione di spezzare, rompere quell’equilibrio compositivo che è dato dalla regola, dall’ordine, dalla distribuzione equa di tutte le parti che si armonizzano sulla superficie piatta della tela. Così, attraverso la rottura, il quadro risulterà più interessante, più vivace e meno monotono. In un quadro possono esistere più elementi di rottura.
Rompere l’equilibrio di un lavoro equivale spesso a introdurre nel suo contesto una disarmonia che ne muta l’aspetto, il carattere. L’opera attraverso il contrasto si trasforma. La tensione causata dal nuovo elemento introdotto la converte in un’opera più dinamica. Le disarmonie in arte sono l’equivalente delle dissonanze in musica.

L’equilibrio

Una pittura equilibrata è una pittura in cui le parti sono in dialogo tra loro, senza che l’una predomini sull’altra. In questo senso il loro rapporto  viene definito armonico, equilibrato.
Insomma, se non c’è predominio di un elemento sull’altro, si dice che le parti sono in equilibrio tra loro. Ma l’equilibrio pittorico si raggiunge anche attraverso la distribuzione calcolata dei pesi sulla tela. Se, per esempio, lo spazio pittorico di una superficie  in basso a destra è occupato da una macchia nera, questa, col suo peso, romperà l’equilibrio della composizione. Per riequilibrare il tutto occorrerà perciò controbilanciare il peso con un’altra macchia nera posta sulla parte bassa a sinistra. Le parti in una composizione equilibrata sono tutte distribuite in maniera equa sulla sua superficie. L’equilibrio è dato dall’ordine, dalla regola e dalla disposizione giusta e proporzionata delle parti.

Francesco.                              3-3-2018

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