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ART-icoliRaccontare l’arte contro il disagio psichico

Raccontare l’arte contro il disagio psichico

Condividiamo un piccolo estratto dell’intervista a più voci realizzata da Silvia Conta al team di Art Up per Exibart.

Leggi qui l’articolo nella sua versione integrale: Art UP: raccontare l’arte contro il disagio psichico di Silvia Conta, Exibart, 22 giugno 2020

Alberto, in passato hai raccontato che quando si manifesta il disturbo mentale la persona più spaventata è il malato stesso e che a volte i pensieri giudicanti impediscono alle persone di uscire da situazioni di difficoltà e le riportano sempre al punto zero: che cosa è il disturbo mentale per chi lo vive? Che cosa è per te lo stigma e come hai fatto a superarlo?

Alberto Gianni, Facilitatore Arte-Salute: «Quando si vive nell’insicurezza anche i gesti più semplici che si compiono quotidianamente con spregiudicatezza diventano motivo di perplessità. La persona fa fatica a “fare”, anche semplicemente la spesa o cucinare. Le paure diventano forti, insormontabili. Nonostante la cura, spesso questa situazione diventa patologica, come delle ragnatele sul muro che nessuno toglie.
Per uscire da questo pregiudizio, da questo stigma autoimposto – che non è ancora quello che incontri al di fuori di te -, una possibilità concreta è: fare le cose. Dare a se stessi il rispetto per se stessi. Per uscire dallo stigma, per risocializzare, per rientrare in contatto con la società “normale” – che poi la normalità non esiste quando si parla di persone – è importante fare le cose, perché così si ritrova una meccanica e una dinamica di vita dove si può tornare a essere produttivi, nel senso di sentire le responsabilità così come le sentono gli altri. Così si vincono il pregiudizio e lo stigma».

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